Daniele Iudicone: “La mia ricetta vincente per espandere il fotovoltaico in Italia”

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La sua azienda conta 130 dipendenti e un fatturato annuo di 30 milioni di euro: Daniele Iudicone, cofondatore di Fotovoltaico Semplice, racconta come il fotovoltaico diffuso, quello pertinente alle abitazioni e alle aziende, sia la chiave di volta per la transizione energetica.

Non è con grandi farm solari o con impianti estesi infatti che si può arrivare all’autosufficienza energetica: solo se ogni famiglia, impresa, struttura riuscirà ad autoprodurre energia tanto quanto basta a soddisfare il proprio fabbisogno energetico si potrà parlare effettivamente di svolta ecosostenibile.Chi è Daniele Iudicone
Daniele Iudicone è cofondatore di IMC Holding e del suo brand di punta Fotovoltaico Semplice.

Ha collaborato con i maggiori business player nazionali e internazionali nel mondo dell’Energia e delle Rinnovabili, imponendosi come leader di settore con un’innovativa tecnologia fotovoltaica e contribuendo attivamente a rendere green il contesto energetico italiano con migliaia e migliaia di istallazioni all’attivo.La mission di Daniele Iudicone e dell’IMC Holding
La missione di Iudicone e del suo team è quella di liberare definitivamente le famiglie italiane dalla schiavitù del Debito Elettrico e contribuire alla salvaguardia ambientale con l’utilizzo delle energie rinnovabili, in particolare quella solare.

Oggi a misura di Superbonus, con il brand Fotovoltaico Semplice ha rivoluzionato il panorama energetico attuale, grazie a una potente attività educazionale svolta su tutto il territorio italiano e alla qualità del Servizio offerto, riconosciuto dalle più illustri certificazioni quali l’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, Le Fonti Awards e Il Salvagente con il bollino Zero Truffe.

La strategia è quella giusta o è insufficiente per gli obiettivi energetici 2030 e 2050?
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dal Parlamento e trasmesso alla Commissione Europea a Bruxelles, contiene idee e soluzioni estremamente interessanti, soprattutto per quel che concerne la destinazione dei fondi.Ma forse l’elemento più interessante è il riferimento allo snellimento della burocrazia che spesso blocca l’intera filiera del comparto fotovoltaico. Basta dare uno sguardo agli esiti del Superbonus: la spesa per beneficiare dell’agevolazione è stata nettamente inferiore a quella attesa, a causa della mole di burocrazia che impedisce o, nel migliore dei casi, rallenta l’accesso ai fondi.

Nel Pnrr vengono indicati alcuni settori centrali per lo sviluppo futuro, come l’agrivoltaico o le comunità energetiche di autoconsumo, sebbene non si parli di vere e proprie strategie. Quindi sarà solo all’arrivo dei fondi che si potrà parlare di programmi. Gli elementi ci sono tutti: abbiamo concrete possibilità di fare un ottimo lavoro per rendere il nostro Paese sempre più ecosostenibile e competitivo.

Generazione solare: se ne parla, ma poi mancano tecnici, ingegneri, designer e architetti. Cosa suggerisce per aumentare l’impresa e i posti di lavoro in un comparto dominato dai moduli provenienti dall’estero?
L’arrivo del Superbonus, che ha aumentato la domanda da parte di un mercato sempre più interessato al fotovoltaico, ha messo in luce l’inadeguatezza e la mancanza di personale competente capace di seguire tutte le fasi di progettazione, autorizzazione e infine installazione degli impianti solari.

Manca la manodopera specializzata: architetti, elettricisti, esperti del settore perché lo sviluppo delle energie rinnovabili non è stato accompagnato da un cambiamento di cultura e paradigma dal punto di vista della formazione.

Ed è chiaro che questo costituisca un limite, anche al Superbonus stesso: non è un caso che l’IMC Holding destini una parte del suo lavoro nell’individuazione di tecnici, nella selezione di questo “nuovo” personale e, soprattutto, nella creazione di scuole ad hoc, dove consulenti energetici prima e installatori possono specializzarsi nel settore del fotovoltaico.

Il paradosso è dover arrivare a pensare di importare queste figure dall’estero: ci auguriamo che grazie alle nuove strategie e all’aumento della richiesta si possano creare poli di formazione specifici per tutto il personale che serve per la transizione energetica, perché solo in questo modo potremo sfruttare al meglio le possibilità e i fondi che arriveranno.

L’Italia vanta grandi primati ed eccellenze nel campo della meccatronica: ha senso produrre componentistica a livello nazionale? E perché non si fa ancora?
Avrebbe gran senso produrre in Italia la componentistica destinata al mercato interno, purtroppo non si è ancora compresa l’importanza strategica del fotovoltaico ed è forse questo che ha impedito la fioritura di industrie autoctone.

A questo si aggiunge l’instabilità politica che rende i processi farraginosi e inconcludenti. La produzione di energia solare deve diventare una priorità strategica: è assurdo dover dipendere da altri paesi, altri continenti persino, se non addirittura dannoso e pericoloso.

Un esempio? Qualche anno fa un’azienda asiatica produceva un modulo solare innovativo e molto efficace per l’esposizione a nord, ma a un certo punto ne è stata bloccata l’importazione per destinarla esclusivamente al mercato nazionale. Nessuno poi ha più replicato questa tecnologia in Europa.

Il fotovoltaico diffuso e l’agrivoltaico sono il “futuro più papabile” per la produzione di energia elettrica?
Io credo fermamente che dotare ogni famiglia, ogni condominio, ogni azienda, ogni ente di impianti fotovoltaici e di batterie di accumulo per l’autoconsumo giornaliero e notturno sia la reale svolta dell’energia rinnovabile.

Nel nostro paese, poi, bisognerebbe puntare molto anche sull’agrivoltaico e sulla potenza solare che può sviluppare grazie alle nuove tecnologie e alle nuove soluzioni, senza consumare il suolo agricolo, ma in sinergia con le colture.

Ancora una volta, però, è necessario uno snellimento delle procedure burocratiche, perché allo stato attuale delle cose risulta poco vantaggioso a livello economico mettere in atto queste attività. L’espansione del fotovoltaico diffuso è frenato da vincoli, paesaggistici e territoriali, che ci auguriamo possano presto essere rimossi.

Andiamo verso la bella stagione, momento in cui la richiesta di energia si fa più pressante. Quali sono le tempistiche e i costi per installare pannelli domestici che portino all’autosufficienza al giorno d’oggi, considerando Super ed Ecobonus?
La produzione energetica in questi mesi può raggiungere picchi altissimi, ed è per questo che bisogna approfittare delle agevolazioni statali.

Ci vogliono all’incirca 60 giorni di lavorazione per ogni pratica, mentre per avere un impianto fotovoltaico funzionante sul tetto di casa a pieno regime bisogna preventivarne tra gli 80 e i 90.

Per chi voglia sfruttare il Superbonus il consiglio è di non perdere tempo: la fila è lunga, e gli incentivi hanno dei limiti temporali e quantitativi, oltre che, come abbiamo visto, operativi e burocratici. 

Fonte: https://www.ildigitale.it/daniele-iudicone-e-il-futuro-del-fotovoltaico/

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